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Gaetano Tumiati, ovvero quello con la testa fuori

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28 ottobre 2012

Novantaquattrenne, se n’è andato nei giorni scorsi in punta di piedi in quel di Milano Gaetano Tumiati.

Lo ricordo in particolare per le belle parole che a lui dedicava di sovente Giulio Nascimbeni.

Gaetano Tumiati

Ne parlava, il ‘musso’ (asino nella lingua veneta, come a volte si definiva Giulio), con affetto e ammirazione.

“Sai”, mi diceva, “è stato un grande giornalista e i suoi libri vanno di quando in quando riletti”.

Aveva anche narrato, Tumiati, della permanenza in un campo di lavoro texano, essendogli occorso, catturato durante la seconda guerra mondiale, di trascorrere appunto nel Texas i tempi di prigionia in attesa della fine del conflitto.

Ma quel che maggiormente piaceva al buon Giulio ricordare era un particolare episodio conseguente alla conformazione fisica di Gaetano.

Chiamato alle armi che fu, gli venne imposto di far parte dell’equipaggio di un carro armato.

Decisione davvero brillante: altissimo, pressappoco due metri, non gli era possibile piegarsi all’interno del carro la cui torretta, quindi, non poteva chiudersi visto che dalla stessa spuntava l’intera testa del buon militare!