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Combattenti e reduci?
Fra poco, non ce ne saranno più

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Fra poco, non ce ne saranno più
Varie ed eventuali

4 novembre 2012.

In chiesa, un vecchio e fiero signore, solo, con uno stendardo. Fuori, in piazza, davanti alle lapidi che riportano il triste elenco dei caduti, una ventina di persone, molte delle quali giovani e in divisa e quindi sul posto per ordini superiori.

E’ il ‘giorno della Vittoria’, si ricorda la Prima Guerra Mondiale, l’unica che abbiamo mai sul serio vinto.

In oramai lontani tempi, per l’occasione, scuole chiuse, commemorazioni affollatissime, fanfare, sfilate per ogni dove, radio, tv quando comparve, giornali tutti celebranti. Fatto è – rifletto guardando ai quattro gatti di oggi – che i reduci di quella lontanissima guerra sono morti e, a pensarci bene, non è che di quelli ritornati dal secondo conflitto mondiale ne restino tanti in vita. Fra poco, dovessimo fare un appello di combattenti e reduci, nessuno potrà rispondere, tutti essendo passati a miglior vita. E’ che da oltre sessant’anni non si combatte piu’ e non so davvero dire se sia un bene o meno.