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Berlusconi? Aspetta

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Una premessa: non credo che alla possibile seconda ‘discesa in campo’ di Berlusconi sia applicabile il famoso commento di Karl Marx a Georg Hegel: “Hegel ha scritto che la storia si ripete sempre due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come una tragedia, la seconda come una farsa”. Nel ’94 non si trattò di una tragedia. Nel 2013, dovesse ripresentarsi, non si tratterà, malgrado tutto, di una farsa.

1993, di questi stessi tempi.

Achille Occhetto e le sinistre (come diavolo si chiamava allora l’attuale PD? E come le varie altre anime a mancina?) avevano messo in  piedi una “gioiosa macchina da guerra” e avanzavano sicuri verso la vittoria e l’agognata conquista del potere. Le elezioni della primavera successiva non potevano che concludersi per il meglio, dal loro punto di vista, naturalmente. Scompaginati se non demoliti i partiti concorrenti, chi mai avrebbe potuto batterli?

Si sa come invece andò a finire. Scaturito politicamente dal nulla, Silvio Berlusconi mise in piedi in quattro e quattr’otto Forza Italia e vinse.

Silvio Berlusconi

Beh, quasi vent’anni ed eccoci di bel nuovo. Gli altri partiti allo sbando, chi mai impedirà alle sinistre di prendere posto al tavolo del governo? Ebbene, Berlusconi – sono pronto a scommettere – pensa di avere, ed ha ad una precisa condizione, una chance. Se nelle ‘sinistre’ primarie, questa la predetta condizione sine qua non, prevale Pierluigi Bersani, ovviamente. Il cosiddetto ‘usato sicuro’ del PD, il vecchio ‘apparatnik’, non è infatti in grado di mobilitare altro che quel trentacinque/trentotto per cento degli elettori, quelli duri e puri o pressappoco. E’ Matteo Renzi il vero problema: dovesse prevalere, può vincere anche a livello nazionale avendo la possibilità di pescare oltre il bacino classico della sinistra.

Ecco, Berlusconi aspetta di conoscere l’esito definitivo delle primarie per scendere di nuovo in campo. Ed ha, malgrado tutto, una possibilità contro un’ameba come Bersani. Se c’è una cosa sulla quale il Cavaliere sa di poter contare sono i suoi sondaggisti: non hanno mai sbagliato. E, lo so, gli hanno detto che nello scenario di una sua contrapposizione al segretario PD ha ancora delle possibilità.

Tocca aspettare lunedì 3 dicembre, forse martedì 4: noti i risultati del testa a testa Renzi/Bersani, sapremo, politicamente parlando e per quanto concerne il ‘Berlusca’, dove andremo a finire.