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Oscar Giannino vuole ‘Fermare il declino’. Non gli riuscirà

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Varese 28 ottobre 2012

Ho incontrato Oscar Giannino due volte in pochi giorni.

Il 23 ottobre a Milano, a Palazzo Isimbardi, molto da vicino per consegnargli insieme agli amici di ‘Cartalibera’ il Premio Controcorrente Luca Hasdà e oggi 28, a Varese, da una qualche distanza, impegnato come era a spiegare al numeroso pubblico intervenuto le idee e gli intendimenti del movimento politico da lui e da pochi altri messo in piedi a fine luglio e decisamente in piena crescita, almeno in astratto.

Oratore impetuoso, convinto del suo dire, Oscar si pone quale punto di riferimento di una vera e propria rivoluzione ideale.

I dieci punti sui quali chiama i cittadini a seguirlo sono quanto di piu’ logico e condivisibile proponga il mercato in un momento di stravolgimento politico, economico e sociale senza precedenti come quello che stiamo vivendo.

Eccoli in sintesi, come esposti nel sito  www.fermareildeclino.it :

Qualcuno, forse, potrebbe non essere d’accordo?

Qualcuno puo’ seriamente pensare che il programma in cotal modo esposto non sia accettabile ed anzi abbracciabile da un vero liberale?

E difatti, tra Milano e Varese, ho avuto modo di vedere, partecipi e convinti, molti amici del vecchio e glorioso PLI.

E primo fra tutti, Gianbattista ‘Titta’ Rosa, mio antico sodale, in lontani tempi consigliere provinciale nel capoluogo lombardo appunto per il PLI, il quale, con la capacità che da sempre lo sostiene e contando sulla propria vasta cultura che costantemente ammiro, è il responsabile del movimento di Giannino per la Lombardia.

Tutto cio’ detto e scritto, perché non mi iscrivo? Perché non partecipo? Perché, in fondo, non credo nella riuscita della pur lodevole impresa? Perché, pur ritenendo da sempre che le uniche battaglie da combattere siano quelle perse, non combatto?

In ragione, in primo luogo, del fatto che la riuscita di un simile progetto è ipotizzabile solo in un contesto veramente rivoluzionario.

Qualcuno puo’ sul serio di questi tempi ritenere che l’improponibile e impresentabile classe politica che da decenni sgoverna e disamministra il Paese sia sul punto di andarsene?

Non bastano le cronache che narrano dei candidati pluriinquisiti in questo preciso momento in lista, in tutte le liste, in Sicilia alla ricerca di un nuovo mandato che consenta loro di continuare nel mangia mangia e nel malaffare?

Non basta sapere che alle oramai prossime politiche troveremo in lizza quasi tutti i massimi responsabili della terribile crisi politica, sociale ed economica del Paese?

E non basta il dover prendere dolorosamente atto che una simile rivoluzione, prima di tutto culturale, troverebbe, trovi una granitica opposizione da parte altresi’ dell’intera casta amministrativa, degli uffici pubblici, della magistratura (della magistratura!), dei sindacati, dei giornalisti (dei giornalisti!)…dei mille e mille potentati, sceiccati, luoghi di potere attaccati, come cozze allo scoglio, alla piu’ o meno polposa pagnotta che loro garantisce lo ‘status quo’?

Qualcuno pensa, anche solamente spera, che una eventuale presenza nel parlamento futuro di una pattuglia di ‘gianniniani’ possa portare consiglio e convinca gli altri, i numerosissimi ‘altri’, a ben governare, ad agire per la rinascita?

Osservero’, quindi, da fuori, peraltro non da lontano.

Giorno presto verrà – comunque ed anche a seguito dei provvedimenti che il governo Monti va continuamente prendendo con l’intento (arrivo a sperare sia questa la volontà per non dover concludere che si tratti di un gruppo ben scelto di imbecilli che non hanno idea di quello che fanno!) di impoverire il Paese e di consegnarlo all’Europa delle banche – nel quale qualcuno comincerà a pensare ad un differente tipo di rivoluzione, stavolta imbracciando un fucile.

Un caro amico va scrivendo una feroce cronaca immaginaria della conseguente mattanza degli uomini di potere (di ogni potere).

Capita, puo’ capitare, che dall’immaginario si arrivi velocemente al reale.

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