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Una lettera di Vittorio Salerno

Commenti (1) Cinema

Sceneggiatore, regista di culto e amico caro, ha appena terminato di leggere on line il mio libro ‘I film della nostra vita’

Carissimo Mauro,

il tuo ‘I film della nostra vita’ torna a convincermi di quanto sia stato e sia importante il cinema nella mente e nel cuore delle persone capaci di ‘sentire’ i battiti del tempo e di amare la vita.

Ciascuno porta nell’animo un film, il suo ‘momento magico’, irripetibile.

Ben pochi i ripensamenti.

Il mio è ‘Il posto delle fragole’ che mi ha suggerito il racconto ‘La distrazione’, che ben sceneggiato, avrebbe dovuto segnare il mio debutto (e non ‘Libido’, rieditato  in dvd da ‘Cinecult’ recentemente.)

Dalla morte di mia madre (22 ottobre 1954) ho spesso meditato sulla caducità della umana esistenza, sulla sua provvisorietà, anche nel senso cattolico della parola, e adesso che sono ‘vecchio’ come Victor Sijostròm in quelle immagini, la sera, prima di addormentarmi, rivedo i miei genitori giovani e felici, vestiti di bianco.

Ma non sulla riva di un lago a pescare.

Seduti al pianoforte, cantano i duetti celebri delle opere che amavano, inondati dalla luce rosata del tramonto che irrompe nel salone della nostra villa, alla Bellavista.

Lui dice a Mimì: “Bella, come l’aurora…”

Mimì risponde: “Hai sbagliato il raffronto: dovevi dire… bella come il tramonto…”

E’ uno dei pochi film che ho visto assieme a mio fratello Enrico.

Vittorio Salerno con il fratello Enrico Maria
sul set del film “Fango Bollente”

Salone Margherita.

Primi anni Sessanta.

Io seduto dietro di lui che abbraccia Valeria (Valeri).

Fine primo tempo: si gira e prende a roteare  la mano in aria come a dire: “Che meraviglia!”

Non so cosa rispondergli.

Affascinato e profondamente commosso, lo imito e roteo la mano in aria all’infinito…

One Response to Una lettera di Vittorio Salerno

  1. vittorio ha detto:

    Grazie, carissimo Mauro, di aver pubblicato sul tuo sito la Email che ti ho mandato dopo aver letto il tuo interessantissimo libro I FILM DELLA NOSTRA VITA, e grazie in modo particolare per averla pubblicata proprio il 22 ottobre, nel cinquantottesimo anniversario della morte di mia madre, la violinista Milka Storff Salerno, che riposa nel cimitero di Viale Belforte. (Siamo vissuti fino al ’60 a Varese.)
    Ti ringrazio infine di aver pubblicato anche quella foto che mi ritrae con mio fratello sul set di FANGO BOLLENTE, perché la gente lo sta dimenticando e lui lo sapeva; infatti era solito dire che… “l’attore non ho la fortuna della parola scritta, come l’autore; l’attore scrive sulla sabbia. L’arte dell’attore si esplica ed esaurisce nell’attimo in cui la esprime.”
    In libreria c’è una sola biografia di mio frtello, quella che ho scritto io dieci anni fa: ENRICO MARIA SALERNO, MIO FRATELLO. (Gremese Editore). Evidentemente anche i critici teatrali e cinematografici che l’hanno osannato quand’era in vita se lo sono dimenticato. Sic tempora!…
    Complimenti per il tuo sito!
    Un caro abbraccio
    Vittorio Salerno

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