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Ripreso da “Trasparency Italia”

Ieri 6 ottobre giornali e telegiornali hanno dato notizia degli “eccellenti” risultati della  “lotta all’evasione”.

Per esempio su Repubblica in prima pagina si leggeva: “Evasione, in cassa 13 miliardi”, poi nell’articolo interno “nel 2011 sono stati accertati 30 miliardi e in cassa sono finiti 12,7 miliardi (un risultato che si attende anche per quest’anno).

Fatto importante: gli uomini dell’Agenzia delle Entrate di Befera e della Guardia di Finanza non sbagliano un colpo e nel novantacinque per cento dei casi fanno centro … trasformando sostanzialmente i proventi della lotta all’evasione fiscale una variabile quasi certa”.

 

Ecco come l’ex ministro Visco ha spiegato qualche settimana fa da dove provengono questi dodici miliardi (Il Mattino del 18/8/12):

“Ma quali 12 miliardi? Quando sento o leggo queste cifre mi infastidisco.

Questi soldi così spesso propagandati e sbandierati, come anche di recente ha fatto il ministro Grilli, sono semplicemente il risultato dell’azione ordinaria dell’Agenzia delle Entrate … Non posso fare a meno di sottolineare che di questi dodici miliardi più della metà è frutto non di recupero di soldi degli evasori ma di errori di calcolo dei contribuenti”.

Quanto poi ai famosi accertamenti, Visco prosegue:

“E anche quando si parla degli accertamenti della Guardia di Finanza pari a decine di miliardi, si trascura che in molti casi i contribuenti ricorrono e vincono, quindi non pagano. Se quelle cifre fossero vere avremmo risolto il problema”.  Perché i media alterano in un modo così grossolano il significato dei dati?

Per mera ignoranza?

Perché lo fa un giornale come Repubblica, che guarda caso da tempo si distingue nell’osannare il lavoro di questo governo al di là dei suoi meriti, e che un giorno sì e l’altro pure pensa di dare lezione agli altri in tema di obiettività e indipendenza?

La spiegazione, in quest’ultimo caso, molto probabilmente sta nel fatto che il suo fondatore, il quasi novantenne Scalfari, insieme a un altro quasi novantenne, Napolitano, si sono convinti di essere ormai i salvatori della Patria, e a questo fine ritengono di dover sostenere senza se e senza ma il ragazzino, quasi settantenne, Monti, edulcorando la realtà di questo governo.

Come si dice: il fine giustifica i mezzi, e allora tutto è consentito pur di rimettere in riga questo popolo di discoli, anche se alcuni di questi discoli, tipo Veltroni e D’Alema, i due quasi novantenni li hanno vezzeggiati e coccolati per anni, quando meritavano sonori scapaccioni e calci nel sedere.

E’ da tempo che notiamo sul giornale romano pezzi eccessivamente entusiasti su questo governo e, soprattutto, sul suo presidente, anche se portano la firma di persone normalmente sobrie e distaccate nel linguaggio.

Sembra quasi che ci sia un ordine di scuderia.

Ora, noi non abbiamo nulla in contrario che i due sopraddetti nutrano quella convinzione sulla propria funzione, soprattutto poi se consente loro di star meglio, anzi non escludiamo neanche che abbiano ragione; quello però che ci permettiamo di suggerire è di evitare sviolinate così grossolane, per il rispetto che si deve ai lettori, oltre che alla verità, e per rendere più credibile la loro stessa perorazione.  Cordialmente.

Alla prossima.  G. La Torre

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