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Le primarie del PDL

Nessun commento Varie ed eventuali

Si fa presto a dire “primarie”. Ben conosciamo gli imbrogliucci in merito targati sinistra.

Mi chiedo: cosa diavolo intende Alfano parlando di questo strumento?

Provo a porre dei quesiti.

Prima domanda: nelle primarie PDL, si voterà direttamente per i candidati o per delegati ad essi collegati come negli USA?

Seconda: si voterà su base nazionale o su quella, che so?, regionale, dividendo il Paese in collegi, aventi diritto guardando al numero dei residenti a un diverso numero di delegati?

Terza: nel caso, nei singoli collegi, si procederà alla attribuzione dei delegati proporzionalmente ai voti ricevuti dai candidati o si userà il sistema ‘winner take all’?

Quarta: chi sarà ammesso al voto? Si tratterà di primaria  – o primarie, se regionali – ‘aperte’ o saranno ‘chiuse’ (nel primo caso, tutti i cittadini maggiorenni possono votare, nel secondo si potrebbe decidere di far votare solo gli iscritti al partito non esistendo un sistema simile alla iscrizione alle liste elettorali in uso negli USA).

E, in proposito, mi auguro che il PDL non si lasci travolgere dal conformismo idiota del politicamente corretto permettendo ai sedicenni e agli stranieri di votare.

Quinta: chi si potrà candidare? Quali le regole da rispettare per proporsi leader? Sarà richiesto che la candidatura sia sostenuta dalle firme di un certo numero di cittadini (o di elettori, se solo gli iscritti potranno votare) o, magari, da un determinato numero minimo di eletti – consiglieri comunali, regionali, deputati e senatori – del PDL stesso?

Chiedo ai dirigenti PDL di rendere note al piu’ presto le risposte a tali quesiti facendo conoscere a tutti (a tutti!) le regole del gioco.

Dimenticavo, SONO PERSONALMENTE INTERESSATO VISTO CHE INTENDO CANDIDARMI

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