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Francesco Cossiga

Nessun commento Coccodrilli

17 agosto 2010

Colleghi di barbiere, se così si può dire. Una delle sue molte operazioni chirurgiche l’aveva portato a Varese e, casualmente, a servirsi da Alfio, il mio stesso barbitonsore.

Informato da questi che in un particolare pomeriggio il presidente avrebbe fatto visita alla libreria Pontiggia, feci in modo di incontrarlo per quattro chiacchiere e per fargli dono di un mio libretto dedicato a Piero Chiara. Ciclotimico, doveva trovarsi allora in un momento di depressione euforica, o almeno questo il viso, gli occhi  e un eloquio disarticolato comunicavano.

Me ne dispiacqui, dolendomi del fatto di non potere, nell’occasione, godere se non a sprazzi del suo immaginifico parlare e di quella scintilla che in mille frangenti avevo, da lontano, assolutamente ammirato.

Francesco Cossiga

Paolo VI, che ben lo conosceva, affermava che Cossiga era “la persona più colta e più intelligente tra tutti i coetanei”.

Ritengo avesse senza dubbio ragione: appartengo difatti alla successiva generazione.

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