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Egidio Sterpa

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1 luglio 2010

Nutriva, l’appena scomparso Egidio Sterpa, un notevole amore per Varese.

Non perdeva occasione, infatti, per costà intervenire.

Così, già ai tempi del vecchio Partito Liberale, Piero Chiara imperante.

Così, in aiuto dei candidati locali nel corso delle campagne elettorali, pur non essendo il Varesotto parte del suo collegio.

Così, in seguito, in diverse occasioni, nei miei ‘Salotti’, sia per ricordare comuni amici scomparsi (nel gennaio del 2009, per fare un solo esempio, in memoria di Indro Montanelli), sia per presentare ad un pubblico ogni volta numeroso ed attento, le sue pubblicazioni. Tra queste, come non rammentare in particolare ‘Qualcosa di liberale’, libro nel quale, gentilmente, fra l’altro, immortalava le vere e proprie maratone a scopa d’assi negli anni Settanta costantemente in corso tra il ricordato Chiara e il sottoscritto paragonandole a quelle narrate da Montanelli che, a Roma, in via Frattina, avevano visto scontrarsi al tavolo da gioco, Augusto Guerriero (Ricciardetto), Panfilo Gentile, Manlio Lupinacci e Giovanni Malagodi?

Egisio Sterpa a Mauro della Porta Raffo (2009)

L’avevo incontrato un’ultima volta lo scorso autunno, allorquando gli amici di Cartalibera (lui in giuria) mi avevano assegnato il Premio Luca Hasdà.

Magrissimo, denunciava un declino fisico, non certamente intellettuale, vivissima, come sempre, essendo la sua mente!

Fatto è che si muore: meglio, se possibile, come accaduto ad Egidio, lasciando di sé gran traccia.

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