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Tredici
(Giovanni Paolo II)

Nessun commento Coccodrilli

2 aprile 2005

2005, verso fine aprile.

Ore 17,50, la fumata bianca; ore 18,04, suonano le campane. Uno più sette più cinque uguale tredici; uno più otto più quattro uguale tredici. Questo per quanto riguarda l’elezione di Benedetto XVI. Poi, il 2/4/2005 alle ore 21,37 è morto Giovanni Paolo II e, come ognun vede, anche in questi due casi la somma dei numeri indicati è tredici.

Giovanni Paolo II e il Card. Ratzinger

Coincidenze, si dirà, ma non per alcuni siti Internet che segnalano come l’uno (l’Uno) e il tre (la Trinità) siano numeri sacri perla Chiesa.

A parte l’evidente forzatura (basta scrivere per esempio 2/4/05 per cambiare tutto), sarà pur vero, ma, allora, che dire del fatto che secondo la cabala questo benedetto numero rappresenta molte e ben differenti cose? Nell’ordine, abate, allattare, bara, curare, delitto, disabitato, fazzoletto, gallina, impallidire, infedele, manicure, pallone…

Ambivalente comunque il tredici, che il sommo Dante, per parte sua, evitando di citarlo, definiva “una quantità composta da dodici unità più una”. Gli alberghi, infatti, numerando le stanze, lo saltano a pie’ pari. Per moltissimi, che si ricordano dell’Ultima Cena, sedersi a tavola in tredici porta certamente ‘sfiga’, mentre, per contrasto, fare tredici al totocalcio è da vari decenni la grande speranza di uno stuolo di giocatori Alla fine, però, come ben sa chi per professione bazzica le roulettes, l’essenza ‘vera’ di un numero è la sua ‘figura’ e nel caso specifico del tredici questa è pari a quattro visto che uno più tre fa appunto quattro.

E qui casca l’asino, perché, tornando alla cabala, quattro è il porco!

Visto che si parla di papi, meglio lasciar perdere.

 

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