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“Assolto per non aver capito il fatto!” (Paul Marcinkus)

Nessun commento Coccodrilli

20 febbraio 2006

Fregato…Chiunque mi racconti un aneddoto, un episodio è per sempre fregato: mi rimane in testa e prima o dopo, in ragione di un qualche improvviso collegamento mentale, ne scriverò.

Così, tornato a galla, per via di Emanuela Orlandi, dell’uomo della Magliana De Pedis (sepolto nientemeno che in Sant’Apollinare), dell’ex moglie del povero Bruno Giordano (testimone difficilmente credibile) e chi più ne ha più ne metta, il cardinale Paul Marcinkus, subito ho pensato a Cesare Lanza e a una nostra oramai lontana conversazione oggetto della quale, alla fine e partendo addirittura da Las Vegas, era stato l’ex responsabile dello Ior. Fatto è che Cesare – molto ci unisce e di più una insana ma oramai (si invecchia!) controllatissima passione per il gioco – reduce appunto dalla capitale americana dell’azzardo (e non volli sapere se per conseguenza ‘in grana’ o ‘alla frutta’), approdato a Los Angeles e in attesa in quell’aeroporto di un passaggio verso Milano, proprio Marcinkus si era trovato di fronte. Allontanato da Roma e dalle antiche incombenze, il cardinale viveva all’epoca da qualche parte (nel Texas? ma non lo giurerei), praticamente in pensione. Un’occasione da non perdere!

Mons. Paul Marcinkus

Ed ecco, quindi, Cesare, dopo essersi debitamente presentato, imbastire una conversazione sui più diversi temi partendo dai ricordi di Marcinkus della Las Vegas di non si sa quanti anni prima, di quando, raccontava il prelato, la strada principale, lungi dall’essere quella luminosissima e grande arteria che è, in terra battuta, misurava talmente pochi metri in larghezza da costringere due auto che colà si fossero incrociate a mille manovre.

“Che devo dirti?”, mi chiede oggi Lanza al telefono nel mentre lo sollecito in proposito, “La mia impressione di allora e di adesso è che Marcinkus fosse quel che si dice un bonaccione che di banca e di conti capisse poco o niente e al quale birbaccioni ben più grandi di lui facevano fare quel che volevano. Per me, andava ‘assolto per non aver capito i fatti’”. Mi fido, sia per il fiuto che da anni infiniti caratterizza l’ex direttore del Corriere d’Informazione, sia perché tra giocatori (e Marcinkus, stando a quei ricordi, lo era stato), salvo che a proposito di vincite o perdite al tavolo o alla roulette, per una sorta di complicità che una volta riconosciutisi come tali sorge, ci si dice sempre, magari in un orecchio, la verità.

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