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In morte di Arthur Miller

Nessun commento Coccodrilli

10 febbraio 2005

Sarebbe bello, oggi, 10 febbraio 2005, nel momento della sua dipartita, per una volta almeno parlare di Arthur Miller senza dover per forza fare riferimento al rapporto matrimoniale che per un lustro lo legò alla povera Marilyn Monroe. Lo stesso Miller, d’altra parte, a dimostrazione del fatto che i continui rimandi dei media alla questione lo facevano andare in bestia, un paio di anni orsono, interrogato per la milionesima volta al riguardo da un cronista, per quanto ottantasettenne, aveva cercato di prenderlo a pugni.

Arthur Miller

Ben altre, infatti, le ragioni per le quali ci si doveva interessare a lui!

Non era egli forse uno dei massimi drammaturghi statunitensi del ventesimo secolo in grado attraverso il suo teatro di lasciare una traccia indelebile capace come era di rappresentare un certo tipo di America come pochissimi altri?

Non era stato uno dei più decisi oppositori al maccartismo?

Non era stato il suo rifiuto a testimoniare davanti alla famigerata Commissione presieduta appunto dal senatore Joseph McCarthy uno dei momenti più significativi ed alti della lotta per la libertà condotta da molti nei primi anni Cinquanta contro la persecuzione portata avanti nei confronti di una infinità di intellettuali messi sotto inchiesta e iscritti nelle cosiddette ‘liste nere’ solo per le loro idee sinistrorse?

Non si doveva a lui e al suo dramma ‘Il crogiolo’, ambientato all’epoca dell’ultimo processo per stregoneria tenutosi nel 1692 a Salem nel Massachusetts, l’espressione ‘Caccia alle streghe’ con la quale sarà per sempre nota quella infelicissima azione politica?

Chi potrà mai dimenticare i veri capo d’opera vergati tra gli anni Quaranta e i Sessanta quali almeno ‘Erano tutti miei figli’, ‘Morte di un commesso viaggiatore’, ‘Uno sguardo dal ponte’ e ‘Dopo la caduta’?

Ma non si può!

Di Marilyn si deve comunque parlare almeno per ricordare come proprio per lei e sperando in qualche modo di aiutarla, nel 1961, Miller avesse scritto il soggetto di uno dei molti capolavori del grande John Huston: ‘Gli spostati’.

Ultimo film per Clark Gable e per la stessa Marilyn, ai quali non portò decisamente fortuna, ‘The Misfits’ meriterebbe una lunga riflessione.

Basti qui ricordare quale potenziale drammatico fino ad allora nascosto seppe nell’occasione esprimere, recitando le battute del marito, la Monroe.

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