mdpr1@libero.it

Tecnique du coup d’ètat
(Georgios Papadopulos)

Nessun commento Coccodrilli

17 giugno 1999

La recente scomparsa, in prigionia (all’ergastolo, dopo che la condanna a morte del 1975 era stata così commutata), dell’ex ‘colonnello’ greco e poi presidente della repubblica Georgios Papadopulos ha riportato alla memoria di tutti il celeberrimo colpo di Stato del 21 aprile 1967 (detto, appunto, ‘dei colonnelli’) con il quale, insieme ai colleghi e pari grado Pattakos e Makarezos, egli aveva preso il potere nel suo Paese.

Georgios Papadopulos

Quel ‘golpe’, tecnicamente e al di là di ogni valutazione di ordine morale, è stato, senza dubbio, uno dei meglio eseguiti della storia, e non solo europea, tanto che molti osservatori, allora, si chiesero dove Papadopulos avesse trovato ispirazione concludendo che, con ogni probabilità, lo si doveva considerare un ‘allievo’ particolarmente attento e capace di Curzio Malaparte.

E, per il vero – benché pochissimi ne abbiano contezza – il grande toscano, tra le sue opere meno conosciute in Italia (il testo era stato pubblicato in Francia, in francese, nel 1931 e tradotto solo molti anni dopo), annoverava un autorevolissimo ‘Tecnique du coup d’État’ nel quale, con particolare competenza, indicava ad eventuali golpisti la strada da seguire per una sicura riuscita del tentativo.

Il saggio di Malaparte – che era costato all’autore cinque anni di confino a Forte dei Marmi (non male, dopotutto!) – produceva, così, i suoi rigogliosi frutti in terra greca dando ragione a Jacques Prévert il quale, a proposito degli intellettuali, aveva scritto che “non bisogna lasciarli giocare con i fiammiferi”!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *