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Pol Pot

Nessun commento Coccodrilli

15 aprile 1998

Nell’agosto del 1997, all’improvviso – necessaria conseguenza del ‘processo sui generis’ all’epoca intentatogli dai suoi ex seguaci – il vecchio despota cambogiano Pol Pot (morto pochi mesi dopo, nell’aprile del 1998) è tornato prepotentemente all’onore delle cronache e molti editorialisti si sono esercitati sui  suoi giovanili trascorsi europei (in particolare, parigini) per cercare nelle frequentazioni intellettuali di allora le origini del suo ‘pensiero’.

Pol Pot

Nessuno, peraltro, si è ricordato del vero amore che Pol Pot aveva dimostrato di avere nei confronti di Jean Jacques Rousseau, del quale, qui di seguito, riporto, in parte, il testo del ‘Giuramento per la Costituzione della Corsica’ che inizia così: “Mi unisco, corpo, beni, volontà e tutte le mie facoltà alla nazione corsa, affidandole a proprietà me stesso e tutti quelli che dipendono da me”.

Lo Stato corso, prosegue il filosofo, “avrà in possesso gli uomini e tutte le loro facoltà e controllerà ogni aspetto della loro vita economica e sociale che dovrà essere spartana, aliena dal lusso, agreste, essendo consentito alla gente di entrare in città solo con una speciale autorizzazione”.

Sembra evidente che a questi principi rousseauiani Pol Pot si sia profondamente ispirato mettendoli decisamente in pratica con le tragiche conseguenze che tutti conosciamo.

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