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La sveglia O.D.B. (Oreste Del Buono)

Nessun commento Coccodrilli

30 settembre 2003

Invariabilmente, ogni qual volta occorra che qualcuno, avendo letto i miei molti articoli sulle più diverse testate, mi chieda “Ma, la notte dormi?” intendendo in effetti sapere dove trovo il tempo, mi sovviene di Oreste Del Buono. Scrittore, saggista, traduttore, fondatore e direttore di riviste e di collane editoriali, critico e chi più ne ha più ne metta, Oreste era solito andare a letto verso le otto e mezza di sera per svegliarsi, ben riposato, alle dieci.

Oreste Del Buono

Passava poi il resto della notte (e, naturalmente, della giornata) a leggere e scrivere e cioè a lavorare. La faccenda era talmente nota che alcuni amici, in specie quelli duri d’orecchio e per ciò stesso timorosi di non sentire il suono dell’orologio che quasi tutti (non io) tengono sul comodino, avevano preso l’abitudine di usarlo come ‘sveglia telefonica’.

Dovevano, costoro, alzarsi presto per una qualsiasi necessità? Bastava avvertire Oreste prima delle venti e trenta o dopo le ventidue per segnalargli la necessità.

Il Nostro, gentilissimo, prendeva buona nota su un piccolo taccuino appositamente predisposto e, all’ora giusta, ecco il telefono squillare.

Dormo, invero, assai poco anch’io ma non posso propormi come ‘sveglia’ per una certa irregolarità posto che capita anche la notte in cui, in cerca di recupero, non mi alzi prima delle sei.

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